Guida adempimenti TARI per stanza in affitto condiviso

La gestione della TARI (Tassa Rifiuti) in un appartamento condiviso può sembrare complessa, ma le regole sono abbastanza nette. Ecco una guida generale pratica su come devi regolarsi in base, ad esempio, alla normativa del Comune di Milano. Si ricorda di verificare le norme specifiche per ogni Comune.

1. Chi deve pagare: la Regola dei 6 Mesi

Il primo passo è guardare la durata del contratto di affitto, indipendentemente dal fatto che si abbia affittato una singola stanza o l’intero appartamento.

  • Contratto superiore a 6 mesi: L’obbligo di pagamento e dichiarazione è a carico degli inquilini (primo inquilino e altri coinquilini). Siete voi che dovete attivare la TARI a vostro nome.
  • Contratto pari o inferiore a 6 mesi: La tassa resta intestata e a carico del proprietario, che però potrebbe chiedere un rimborso forfettario se previsto nel contratto.

Nota: La maggior parte dei contratti, ad esempio, per studenti (es. 12 mesi, 3+2, 4+4) supera i 6 mesi, quindi molto probabilmente tocca agli inquilini occuparsene.

2. Come funziona per gli appartamenti condivisi

Anche se ci sono contratti separati per ogni singola stanza, per il Comune l’appartamento è un’unica unità immobiliare. Non arrivano bollette separate per ogni stanza.

  • Un solo intestatario: La prassi del Comune di Milano prevede che uno solo degli inquilini si intesti la TARI (diventando l’intestatario della bolletta).
  • Solidarietà: Tutti gli inquilini sono “co-obbligati in solido”. Significa che il Comune chiede i soldi all’intestatario, ma se non viene pagata, può rivalersi su tutti.
  • Dichiarazione degli occupanti: L’intestatario, primo inquilino, deve presentare la dichiarazione TARI indicando se stesso come intestatario ed elencando tutti gli altri coinquilini nel quadro dedicato agli occupanti. Questo è fondamentale perché la parte variabile della tassa dipende dal numero di persone che vivono nella casa e questo dato si deve comunicare nuovamente per ogni eventuale variazione.

3. Cosa si deve fare in pratica (Step-by-Step)

Se si prende l’iniziativa o se si entra in una casa dove la TARI non è ancora attiva:

  1. Accordo con i coinquilini: Si deve decidere chi si intesta la bolletta. Di solito è chi ha il contratto più lungo o chi è “capofila”.
  2. Presentare la “Dichiarazione di Nuova Occupazione”:
    • Si fa online tramite il portale del Comune di Milano (o via PEC/Email).
    • Si deve indicare i dati catastali dell’immobile (si trovano sul contratto di affitto).
      • Indirizzo completo:
      • Foglio:
      • Particella (o Mappale):
      • Subalterno:
      • Superficie Calpestabile (mq): Attenzione, per la TARI serve la superficie calpestabile (i metri quadri effettivi interni, esclusi i muri e i balconi), che è diversa dalla superficie catastale. Di solito potrebbe essere circa l’80% della superficie catastale.
    • Si deve indicare la data di inizio occupazione.
    • Importante: Inserire i nomi e codici fiscali di tutti gli studenti che abitano lì.
  3. Il pagamento: Il Comune invierà gli avvisi di pagamento (solitamente via email o posta) all’intestatario. Gli inquilini si divideranno la spesa internamente.

4. Agevolazione “Under 30” (Specifico per Milano)

Per gli studenti a Milano: esiste spesso una riduzione (es. 25% sulla parte variabile) per le utenze domestiche condotte da giovani.

  • Requisito: Tutti gli occupanti devono avere meno di 30 anni (o 35 in alcuni bandi passati, ma la norma generale recente è Under 30).
  • Immobile: La casa non deve superare una certa metratura (solitamente 100 mq).
  • Come ottenerla: Se si dichiara correttamente le date di nascita di tutti gli occupanti nella denuncia TARI, il sistema dovrebbe applicarla o potreste trovarla già calcolata. Controllate sempre l’avviso di pagamento.

5. Se subentri in una stanza (qualcuno c’era già)

Se si entra in una casa dove ci sono già altri studenti e la TARI è già attiva:

  • Non si deve fare una nuova attivazione da zero.
  • L’intestatario attuale della TARI deve fare una “Dichiarazione di variazione” per comunicare che il vecchio inquilino è uscito e il nuovo occupante è entrato. Questo serve per mantenere corretto il calcolo della tariffa.

Attenzione

Se il contratto è intestato a più persone ma i coinquilini cambiano spesso, assicurarsi che la TARI non rimanga intestata a uno studente che ha lasciato la casa anni fa. Chi va via deve sempre comunicare la cessazione o la variazione, altrimenti il Comune continuerà a cercarlo per i pagamenti futuri.

6. Domande e Risposte Frequenti

Principi Fondamentali

  • Natura del tributo. È la tassa comunale destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
  • Presupposto impositivo. Il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti.
  • Unicità dell’immobile. Il Comune considera l’appartamento come un’unica utenza indivisibile, indipendentemente dal numero di stanze affittate.
  • Impossibilità di divisione formale. Non è ammessa l’intestazione separata della tassa per singola stanza in un normale appartamento residenziale.
  • Irrilevanza dell’uso effettivo. La tassa è dovuta per il solo fatto che l’immobile sia predisposto all’uso, con allacciamenti attivi o arredo.
  • Competenza territoriale. Le regole di base sono nazionali, ma le tariffe, le scadenze e gli sconti sono decisi dal singolo Comune, come ad esempio Milano.
  • Obbligo di dichiarazione. L’attivazione non è automatica con il cambio di residenza o la registrazione del contratto, ma richiede una pratica formale.

Soggetti Obbligati

  • Regola dei sei mesi. Per contratti di durata inferiore a sei mesi la tassa resta sempre in capo al proprietario.
  • Locazioni lunghe. Per contratti superiori a sei mesi, l’obbligo di denuncia e pagamento passa integralmente agli inquilini.
  • Unico intestatario. Anche in presenza di più conduttori, la pratica comunale deve essere intestata a una sola persona fisica che funge da referente.
  • Responsabilità solidale. Tutti gli inquilini dell’appartamento rispondono in solido del debito, anche se la bolletta porta il nome di uno solo.
  • Locatore estraneo. Se il contratto supera i sei mesi e gli inquilini sono in regola con la dichiarazione, il proprietario non ha alcuna responsabilità sul pagamento.
  • Intestazione a genitore. Generalmente non è ammessa l’intestazione a un genitore residente in un’altra città, l’utenza deve figurare a nome di chi occupa l’immobile.
  • Studenti stranieri. I cittadini esteri con regolare contratto e codice fiscale italiano sono soggetti agli stessi obblighi e procedure dei cittadini italiani.

Calcolo e Tariffe

  • Quota fissa. Serve a coprire i costi fissi del servizio, come lo spazzamento delle strade, moltiplicando i metri quadri per una tariffa base.
  • Quota variabile. Copre i costi di raccolta veri e propri, crescendo progressivamente in base al numero dei componenti del nucleo abitativo.
  • Impatto del numero di coinquilini. Più persone vivono in casa, più alta è la quota variabile totale, anche se il costo pro-capite diviso tra tutti tende a diminuire.
  • Residenti e domiciliati. Ai fini del calcolo degli occupanti, il Comune conta sia chi ha la residenza ufficiale sia chi vi abita temporaneamente per studio.
  • Addizionale provinciale. All’importo base della TARI viene applicata una piccola percentuale aggiuntiva destinata all’ente provinciale o metropolitano.
  • Variazione annuale. Il consiglio comunale approva ogni anno le nuove tariffe, generando possibili lievi oscillazioni dell’importo da un anno all’altro.
  • Presunzione di occupazione. Se non si dichiara il numero esatto di persone, il Comune applica d’ufficio parametri presuntivi basati sulla grandezza della casa.
  • Metodo ministeriale. È il sistema di calcolo matematico utilizzato dalla maggior parte dei Comuni italiani per determinare le tariffe domestiche.
  • Rifiuti speciali. La normale TARI non copre lo smaltimento di rifiuti speciali, ingombranti o batterie, che richiedono il conferimento alle isole ecologiche.
  • Preventivo esatto. È molto difficile calcolare al centesimo la TARI in anticipo senza le tabelle dell’anno in corso approvate dall’ente locale.

Superfici e Dati Catastali

  • Metri quadri tassabili. La superficie di riferimento è quella calpestabile dei locali, misurata al filo interno dei muri.
  • Esclusione aree scoperte. Balconi, terrazze aperte e giardini privati non sono computati nella metratura ai fini del calcolo TARI.
  • Inclusione pertinenze. Cantine, solai e box auto chiusi rientrano nel calcolo se posseduti e utilizzati dagli inquilini.
  • Allineamento catastale. La legge prevede che la superficie dichiarata non possa mai essere inferiore all’ottanta percento della superficie catastale ufficiale.
  • Dati necessari. Per la pratica servono i codici di foglio, particella e subalterno, reperibili sul contratto d’affitto o tramite visura.
  • Locali con altezza ridotta. Le aree con altezza dal pavimento al soffitto inferiore a un metro e mezzo sono totalmente escluse dal calcolo.
  • Aree comuni. Androni, scale e lavanderie condominiali non sono soggetti a dichiarazione da parte del singolo studente.
  • Errori di metratura. Dichiarare meno metri del reale comporta il recupero dell’evasione con sanzioni quando il Comune incrocia i dati catastali.
  • Variazioni planimetriche. Se la casa subisce lavori che ne modificano la planimetria interna, va presentata una dichiarazione di aggiornamento.
  • Subalterno unico. L’appartamento condiviso possiede un solo identificativo tecnico, impedendo burocraticamente di frammentare la tassa in più bollette.

Dinamiche tra Coinquilini

  • Scelta del referente. Il gruppo deve accordarsi pacificamente su chi presterà il proprio nome e codice fiscale per l’intestazione formale della tassa.
  • Ripartizione in parti uguali. È il metodo sociale più diffuso ed equo per dividere la bolletta in una casa di studenti, prescindendo dalle stanze.
  • Ripartizione proporzionale. Un metodo alternativo divide la quota fissa in base ai metri della propria stanza e la variabile in parti uguali.
  • Patti chiari. È consigliabile firmare un piccolo accordo scritto interno per garantire all’intestatario che riceverà i bonifici degli altri puntualmente.
  • Strumenti digitali. L’uso di app per dividere le spese domestiche evita tensioni e dimenticanze quando arriva l’avviso di pagamento.
  • Cambio di un coinquilino. L’ingresso di un nuovo occupante richiede al referente di aggiornare la dichiarazione online per mantenere legale il nucleo.
  • Mancato rimborso interno. Essendo il debito solidale per lo Stato, l’intestatario deve pagare l’intero importo al Comune e poi rivalersi privatamente sull’inadempiente.
  • Stanza sfitta. Se una camera rimane vuota per alcuni mesi, la tassa annuale va comunque pagata interamente da chi rimane nell’immobile.
  • Ruolo dell’amministratore. L’amministratore di condominio gestisce solo i rifiuti delle aree comuni, non si occupa in alcun modo della TARI del vostro appartamento.
  • Tutela dei dati. L’intestatario dovrà gestire e inserire nel portale i codici fiscali degli altri, richiedendo correttezza e tutela della privacy interna.

Agevolazioni e Sconti (Milano e dintorni)

  • Riduzione under trenta. Regolamenti virtuosi prevedono sconti sostanziali sulla quota variabile per utenze intestate a giovani in case popolate interamente da coetanei.
  • Requisiti anagrafici. Affinché lo sconto si attivi, l’età limite stabilita dal bando non deve essere superata da nessuno dei conviventi.
  • Limiti di metratura. Spesso le agevolazioni per giovani sono limitate ad appartamenti di dimensioni contenute, ad esempio fino a cento metri quadri.
  • Riduzione compostaggio. Alcuni enti periferici concedono decurtazioni se si dimostra di smaltire l’umido in autonomia con apposita compostiera da giardino.
  • Bonus sociali. Esistono riduzioni basate sul reddito, ma richiedono la presentazione dell’ISEE del nucleo familiare, operazione complessa per studenti slegati.
  • Decadimento dello sconto. Se un solo coinquilino compie gli anni superando la soglia prevista dal Comune, l’agevolazione viene revocata per tutta la casa.
  • Automazione dell’algoritmo. Spesso lo sconto giovani viene calcolato in automatico dal sistema telematico inserendo i dati, ma va controllato sull’avviso.
  • Uso stagionale. Esistono riduzioni per case vissute raramente, ma i normali contratti transitori per studenti non possono beneficiarne.
  • Disservizi. Se la raccolta in strada è cronologicamente assente o insufficiente per colpa dell’ente, la legge prevede un taglio drastico della bolletta.
  • Cumulabilità. È essenziale leggere il regolamento comunale per verificare se più sconti possono essere sommati o se si escludono a vicenda.

Burocrazia, Subentri e Variazioni

  • Fascicolo digitale. Nelle grandi città si fa tutto online dal portale tributi del Comune accedendo esclusivamente con la propria identità digitale.
  • Tempi tecnici. La dichiarazione di nuova occupazione o variazione va solitamente presentata entro novanta giorni dalla firma del contratto d’affitto.
  • Efficacia retroattiva. Anche se la pratica viene fatta in ritardo, la tassa viene calcolata esattamente dal giorno effettivo di inizio della locazione.
  • Subentro in corsa. Se il referente resta in casa ma cambia un inquilino in un’altra stanza, basta compilare il modulo di variazione degli occupanti.
  • Cambio dell’intestatario. Se il referente lascia l’appartamento, deve chiudere la sua posizione, e chi subentra o rimane deve aprire una utenza completamente nuova.
  • Chiusura della posizione. Dare disdetta al proprietario non chiude la TARI, serve sempre la pratica di cessazione o il Comune continuerà a fatturare.
  • Passaggio di consegne. Avere a disposizione la vecchia bolletta di chi lascia la casa accelera enormemente le pratiche di subentro telematico.
  • Archivio ricevute. Salvare il PDF della ricevuta di avvenuta dichiarazione è fondamentale per dimostrare di essere in regola in caso di controlli futuri.
  • Modulistica cartacea. Per chi non ha confidenza con il digitale, i Comuni accettano ancora i moduli compilati a mano inviati via posta certificata.
  • Continuità temporale. L’ufficio tributi sorveglia che non ci siano buchi temporali scoperti tra la disdetta del vecchio inquilino e l’arrivo del nuovo.

Pagamenti e Scadenze

  • Ricezione dell’avviso. Il Comune elabora il calcolo e spedisce il bollettino via mail, posta ordinaria o cassetto fiscale direttamente al referente.
  • Frazionamento del debito. Il totale annuo viene spaccato in comode rate, solitamente due o tre, con scadenze ben distanziate nei mesi.
  • Saldo in unica soluzione. È sempre un diritto del cittadino ignorare le scadenze intermedie e saldare l’intero ammontare entro la data della prima rata.
  • Metodo F24. È il documento precompilato più diffuso per versare la tassa senza commissioni presso sportelli bancari o uffici postali.
  • Circuiti digitali. Molte amministrazioni si affidano a sistemi telematici integrati che permettono il pagamento immediato da smartphone inquadrando un QR code.
  • Addebito in conto. Alcuni Comuni offrono il mandato di addebito diretto SEPA per automatizzare il prelievo ed escludere il rischio di scordare la scadenza.
  • Responsabilità del recapito. Non ricevere materialmente la bolletta a casa non esonera dal pagamento, lo studente deve attivarsi per scaricarla dal sito.
  • Rimborso spettante. Chi paga per un anno intero ma disdice l’affitto a giugno ha il pieno diritto di chiedere il rimborso dei mesi versati in eccesso.
  • Conguaglio di fine anno. L’ultima bolletta può contenere ricalcoli e aggiustamenti se l’ente locale ha modificato le tariffe base in primavera.
  • Tracciabilità interna. Saldare la propria quota all’intestatario tramite bonifico garantisce a tutti una prova inoppugnabile del pagamento interno.

Nota Bene: Questa guida ha solo uno scopo informativo generico. Prima di tutto si consiglia fortemente di consultare uno specialista per analizzare con tutti i dati ogni specifica situazione.

Guida ASD e SSD: le 100 Domande e Risposte Frequenti

La guida di carattere generale su ASD e SSD nel settore dello sport dopo la recente riforma

Definizioni e Costituzione

1. Che cos’è una ASD? È un’Associazione Sportiva Dilettantistica, un ente senza scopo di lucro che promuove la pratica sportiva dilettantistica.

2. Che cos’è una SSD? È una Società Sportiva Dilettantistica, costituita come società di capitali o cooperativa, che svolge attività sportiva senza fine di lucro.

3. Qual è la differenza principale tra ASD e SSD? La ASD è un’associazione (riconosciuta o non), mentre la SSD è una società di capitali (es. S.r.l.) che segue le norme del codice civile per le società, pur senza dividere utili,.

4. Cosa si intende per assenza di scopo di lucro? Significa che gli utili o avanzi di gestione non possono essere distribuiti ai soci ma devono essere reinvestiti nell’attività sportiva,.

5. È possibile distribuire utili nelle SSD? Sì, ma solo parzialmente (meno del 50%) e a condizioni stringenti previste dalla Riforma dello Sport, anche se ciò potrebbe far perdere alcune agevolazioni fiscali,.

6. Cosa deve contenere lo statuto di una ASD/SSD? Denominazione con finalità sportiva, oggetto sociale specifico, assenza di lucro, democraticità (per le ASD), divieto di distribuzione utili e devoluzione del patrimonio in caso di scioglimento,.

7. Cos’è il RASD? È il Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche, che ha sostituito il registro CONI come unico strumento per certificare la natura dilettantistica,.

8. L’iscrizione al RASD è obbligatoria? Sì, per ottenere il riconoscimento sportivo e accedere ai benefici fiscali e contributivi,.

9. Come si ottiene la personalità giuridica? Oggi è possibile ottenerla con una procedura semplificata tramite l’iscrizione al RASD e l’intervento di un notaio, dimostrando un patrimonio minimo di 10.000 euro,.

10. Quali forme giuridiche può assumere un ente sportivo? Associazione non riconosciuta, associazione riconosciuta, società di capitali (es. S.r.l.) o cooperativa, ed Enti del Terzo Settore iscritti al RASD,.

11. Cosa sono le Federazioni Sportive Nazionali (FSN)? Sono organismi riconosciuti dal CONI che governano le singole discipline sportive in Italia.

12. Cosa sono gli Enti di Promozione Sportiva (EPS)? Sono organizzazioni che promuovono lo sport a livello formativo e ricreativo, a cui ASD e SSD devono affiliarsi.

13. Un’ASD può trasformarsi in SSD? Sì, è un’operazione possibile che richiede atti specifici e comporta il passaggio da ente associativo a societario.

14. Cosa succede al patrimonio in caso di scioglimento? Deve essere devoluto ai fini sportivi ad altri enti sportivi dilettantistici, secondo le norme statutarie e di legge,.

15. È obbligatorio avere una sede legale? Sì, deve essere indicata nell’atto costitutivo.


La Riforma dello Sport

16. Cos’è la Riforma dello Sport? È un insieme di decreti (D.Lgs. 36/2021 e seguenti) che ha riorganizzato il settore, introducendo tutele per i lavoratori sportivi e nuove regole per gli enti,.

17. Quando è entrata in vigore la riforma del lavoro sportivo? Le norme sul lavoro sportivo sono entrate in vigore il 1° luglio 2023.

18. Chi è il “lavoratore sportivo”? È l’atleta, allenatore, istruttore, direttore tecnico, direttore sportivo, preparatore atletico e direttore di gara che svolge l’attività verso un corrispettivo.

19. Esistono nuove figure di lavoratori sportivi? Sì, un decreto ha introdotto nuove mansioni (es. addetti antidoping, speakers, responsabili settori giovanili).

20. Cosa si intende per “area del dilettantismo”? Comprende gli enti che svolgono attività sportiva prevalentemente con finalità altruistica, senza distinzione tra agonismo e formazione.

21. Cosa cambia per il vincolo sportivo? Il vincolo sportivo (rinnovo unilaterale del tesseramento) è stato abolito/riformato per favorire la libertà degli atleti,.

22. Cos’è il premio di formazione tecnica? È un compenso che le società professionistiche o dilettantistiche devono pagare alle società che hanno formato l’atleta quando questo stipula il primo contratto.

23. Le ASD devono adeguare lo statuto alla Riforma? Sì, gli statuti dovevano essere adeguati entro il 30 giugno 2024 per recepire le nuove norme (es. attività secondarie, assenza di lucro),.

24. Cosa sono le attività diverse? Sono attività secondarie e strumentali (es. sponsorizzazioni, gestione impianti) che ASD e SSD possono svolgere oltre all’attività sportiva principale,.

25. È necessario un atto notarile per adeguare lo statuto? Solo se l’ente ha o vuole acquisire la personalità giuridica; altrimenti basta un verbale di assemblea registrato all’Agenzia delle Entrate.


Lavoro Sportivo e Volontariato

26. Chi è il volontario sportivo? Colui che presta attività spontanea, gratuita e senza fini di lucro. Non può essere retribuito in alcun modo.

27. Il volontario può ricevere rimborsi spese? Sì, solo per spese documentate o, dal 1° giugno 2024, rimborsi forfettari fino a 400 euro mensili in specifiche occasioni (es. manifestazioni),.

28. I rimborsi forfettari ai volontari sono tassati? No, non concorrono a formare il reddito del percipiente fino ai limiti di legge.

29. Bisogna comunicare i volontari al RASD? Sì, c’è l’obbligo di comunicare i volontari che percepiscono rimborsi forfettari.

30. Quali sono i limiti per i compensi dei lavoratori sportivi nel dilettantismo? Fino a 5.000 euro annui c’è esenzione contributiva e fiscale; da 5.000 a 15.000 euro c’è esenzione fiscale ma si pagano i contributi,.

31. Come si qualificano i rapporti di lavoro sportivo? Possono essere subordinati o autonomi (inclusi co.co.co).

32. Quando si presume la co.co.co sportiva? Se la prestazione non supera le 24 ore settimanali e c’è coordinamento tecnico-sportivo.

33. Come si comunicano le assunzioni? Tramite il RASD o con il modello UniLav-Sport entro il 30° giorno del mese successivo all’inizio del rapporto.

34. C’è obbligo di busta paga (LUL)? Sì, ma per compensi bassi (co.co.co dilettantistici) l’adempimento può essere assolto tramite il RASD,.

35. Quali sono le aliquote INPS per i co.co.co sportivi? Circa il 25% o 24% (se già assicurati), calcolate solo sulla parte eccedente i 5.000 euro.

36. Chi paga i contributi INPS? 2/3 sono a carico del committente (ASD/SSD) e 1/3 a carico del lavoratore.

37. Esiste un’agevolazione contributiva? Sì, fino al 2027 c’è una riduzione del 50% dell’imponibile contributivo per i lavoratori sportivi.

38. I lavoratori sportivi sono assicurati INAIL? Sì, dal 1° luglio 2023 c’è l’obbligo assicurativo INAIL per lavoratori subordinati e co.co.co sportivi,.

39. Chi sono i collaboratori amministrativo-gestionali? Soggetti che svolgono attività di segreteria/amministrazione (non sportiva). Seguono le stesse regole fiscali/contributive dei lavoratori sportivi dilettanti,.

40. I dipendenti pubblici possono lavorare nello sport? Sì, fuori dall’orario di servizio e previa comunicazione o autorizzazione dell’amministrazione (se previsto un compenso).

41. Cos’è il certificato antipedofilia? È obbligatorio richiederlo per i lavoratori che hanno contatti diretti e regolari con minori.

42. C’è obbligo di nomina del responsabile protezione minori? Sì, le ASD/SSD devono nominare un responsabile contro abusi e violenze (Safeguarding).

43. Gli arbitri sono lavoratori sportivi? Sì, i direttori di gara sono inclusi nella definizione e possono ricevere rimborsi forfettari.

44. Come si pagano i premi legati ai risultati? Scontano una ritenuta del 20% se erogati da enti sportivi, salvo soglie di esenzione temporanee (es. 300 euro nel 2024 per dilettanti),.

45. Cos’è l’apprendistato sportivo? Un contratto di lavoro subordinato per la formazione dei giovani atleti, utilizzabile anche nel professionismo,.


Fisco e Legge 398/91

46. Cos’è la Legge 398/91? È un regime fiscale agevolato per ASD e SSD che forfettizza l’IVA e le imposte sui redditi,.

47. Qual è il limite di ricavi per la Legge 398/91? Il limite è di 400.000 euro annui di proventi commerciali,.

48. Chi aderisce al RUNTS può usare la 398/91? No, l’iscrizione al RUNTS è incompatibile con la Legge 398/91,.

49. Come si calcola l’IVA nella 398/91? Si versa il 50% dell’IVA incassata (salvo eccezioni come i diritti TV),.

50. Come si calcola il reddito imponibile nella 398/91? Si applica un coefficiente del 3% sui proventi commerciali,.

51. Le quote associative sono tassate? No, se l’associazione è conforme all’art. 148 TUIR (decommercializzazione),.

52. I corsi sportivi per i soci sono tassati? No, i corrispettivi specifici da soci/tesserati per attività istituzionali sono decommercializzati (non tassati ai fini IRES).

53. La gestione di un bar interno è attività commerciale? Sì, ma può rientrare nel regime agevolato 398/91 se connessa agli scopi istituzionali,.

54. Cos’è la decommercializzazione IVA? Fino al 2025 (prorogato), i corrispettivi da soci per attività istituzionali sono “fuori campo IVA”. Dal 2026 diventeranno “esenti IVA” o imponibili a seconda dei casi,.

55. Le sponsorizzazioni sono attività commerciale? Sì, sono sempre considerate attività commerciale e concorrono al plafond dei 400.000 euro,.

56. C’è obbligo di fatturazione elettronica? Sì, anche per chi è in regime 398/91, salvo specifiche esenzioni passate ormai superate,.

57. Come si versano le imposte nella 398/91? L’IVA si versa trimestralmente tramite F24.

58. Cos’è l’obbligo di tracciabilità? Incassi e pagamenti pari o superiori a 1.000 euro devono essere tracciati (bonifici, carte), pena sanzioni o decadenza dalle agevolazioni,.

59. Le ASD pagano l’IRAP? Sì, se hanno lavoratori dipendenti o collaboratori, ma ci sono deduzioni e calcoli specifici,.

60. Cos’è lo Sport Bonus? È un credito d’imposta per le erogazioni liberali destinate alla ristrutturazione di impianti sportivi pubblici,.

61. Le erogazioni liberali alle ASD sono deducibili? Sì, per chi le eroga (persone fisiche o aziende) entro certi limiti.

62. Cosa succede se supero i 400.000 euro? Si esce dal regime 398/91 dal mese successivo e si passa al regime ordinario.

63. Il modello EAS è ancora obbligatorio? Gli enti sportivi iscritti al RASD sono esonerati dal modello EAS,.

64. Le SSD pagano le tasse come le aziende? Sì (IRES), ma se scelgono la 398/91 pagano sul 3% dei ricavi commerciali,.

65. Le quote di iscrizione ai campionati sono soggette a IVA? No, se rientrano nell’attività istituzionale verso associati/tesserati (fino al 2026).


Terzo Settore (ETS) e Sport

66. Un’ASD può diventare Ente del Terzo Settore (ETS)? Sì, iscrivendosi al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore),.

67. Quali vantaggi ha un ETS sportivo? Accede a finanziamenti specifici, 5 per mille, agevolazioni fiscali su immobili e imposte indirette,.

68. Quali svantaggi ha un ETS sportivo? Non può usare la Legge 398/91 e ha obblighi di bilancio e trasparenza più severi,.

69. Cos’è un’APS sportiva? Un’Associazione di Promozione Sociale che svolge attività sportiva. Ha un regime fiscale forfetario specifico opzionale,.

70. Cos’è il RUNTS? Il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, operativo dal novembre 2021,.

71. Un’ASD può essere anche Impresa Sociale? Sì, se SSD (società) o associazione, rispettando i requisiti del D.Lgs. 112/2017.

72. Come si tassano gli ETS sportivi? Seguono il Titolo X del Codice del Terzo Settore (regime fiscale ETS), che entrerà pienamente in vigore con l’approvazione UE,.

73. Che cos’è il Bilancio Sociale? Un documento obbligatorio per ETS con ricavi > 1 milione di euro, per rendicontare l’impatto sociale.

74. Il 5 per mille spetta alle ASD? Sì, ma devono accreditarsi. Se sono ETS seguono le regole del RUNTS.

75. Un ETS può avere volontari? Sì, è una caratteristica fondamentale, e deve tenerne un registro.


Adempimenti Amministrativi e Gestionali

76. Cos’è il DVR? Il Documento di Valutazione dei Rischi, obbligatorio se ci sono lavoratori (anche sportivi),.

77. È obbligatorio il defibrillatore? Sì, le società sportive devono dotarsene e avere personale formato (BLSD).

78. Bisogna tenere i libri sociali? Sì: libro soci, verbali assemblee e verbali direttivo sono fondamentali per provare la democraticità,.

79. Cos’è il rendiconto economico-finanziario? È il bilancio annuale che le ASD devono redigere e approvare in assemblea,.

80. Come si convocano le assemblee? Secondo le regole dello statuto, garantendo l’informazione a tutti i soci (es. mail, affissione).

81. I minorenni possono votare in assemblea? Nelle ASD solitamente il voto è per i maggiorenni, ma i minori sono rappresentati dai genitori. Il Codice Terzo Settore ha regole specifiche,.

82. Cos’è la certificazione dei corrispettivi? Per biglietti e abbonamenti si possono usare titoli di accesso fiscali o sistemi di biglietteria automatizzata (SIAE).

83. Ci sono agevolazioni sull’imposta di bollo? Sì, le ASD/SSD riconosciute dal CONI/RASD sono esenti dall’imposta di bollo su atti e ricevute.

84. E sull’imposta di registro? Atti costitutivi e modifiche statutarie (per adeguamento riforma) godono di imposta fissa o esenzione.

85. Cosa rischia un amministratore di ASD? Nelle associazioni non riconosciute risponde solidalmente per i debiti (comprese le tasse) chi ha agito in nome e per conto dell’ente.

86. La personalità giuridica limita la responsabilità? Sì, con la personalità giuridica risponde solo il patrimonio dell’associazione (autonomia patrimoniale perfetta).

87. È possibile avere il bar sociale? Sì, ma la somministrazione deve essere rivolta ai soci. Se aperta al pubblico diventa attività commerciale piena.

88. Come si gestisce la privacy? Bisogna adeguarsi al GDPR, raccogliere il consenso dei soci e gestire i dati correttamente.

89. Cos’è il certificato medico sportivo? È obbligatorio per l’attività agonistica e non agonistica (con regole diverse) per tutelare la salute degli atleti.

90. Un’ASD può affittare i propri spazi? Sì, ma se fatto verso terzi è attività commerciale (tassata).

91. Come funzionano le sponsorizzazioni? L’azienda sponsor paga l’ASD per esporre il marchio. Per l’azienda è pubblicità (deducibile), per l’ASD è ricavo commerciale,.

92. C’è un limite alle sponsorizzazioni? Fino a 200.000 euro annui sono considerate spese di pubblicità per lo sponsor (presunzione legale).

93. Cos’è la “democraticità”? Il principio per cui tutti i soci maggiorenni hanno diritto di voto e di candidarsi (elettorato attivo e passivo).

94. Si possono fare raccolte fondi? Sì, se occasionali e concomitanti a celebrazioni/ricorrenze, i proventi sono detassati,.

95. Cos’è il “social bonus”? Un credito d’imposta per erogazioni liberali a favore di enti del Terzo settore per il recupero di beni immobili pubblici inutilizzati.

96. I corsi online sono tassati? Dipende: se diretti ai soci come attività didattica istituzionale possono essere decommercializzati, altrimenti sono commerciali.

97. Cosa fare se l’ASD scioglie? Bisogna liquidare il patrimonio e devolverlo ad altri enti sportivi, non si può dividere tra i soci.

98. Le ASD pagano l’IMU? Sono esenti se l’immobile è usato per attività istituzionali con modalità non commerciali,.

99. Cos’è il modello UNICO ENC? È la dichiarazione dei redditi per gli Enti Non Commerciali (come le ASD con solo codice fiscale o con P.IVA).

100. Perché scegliere lo Studio Borrini? Perché offre competenza specialistica su Riforma dello Sport, Terzo Settore e fiscalità, garantendo un supporto completo dalla costituzione alla gestione quotidiana,.

Nota Bene: Questa guida ha solo uno scopo informativo generico. Prima di tutto si consiglia fortemente di consultare uno specialista per analizzare con tutti i dati ogni specifica situazione.

Guida per aprire la partita IVA in regime forfettario od ordinario

La guida per aprire la partita IVA in regime forfettario od ordinario: elementi essenziali per un primo orientamento con comparazione e faq

Se si pensa di mettersi in proprio, una delle prime grandi decisioni che si devono affrontare riguarda la scelta del regime fiscale. Capire le differenze e i vantaggi è fondamentale per pianificare l’avvio attività. Questa mini guida esplora alcuni degli elementi essenziali per un primo orientamento a scegliere tra Regime Forfetario e Regime Ordinario, analizzando tasse, contributi e adempimenti.

1. Cos’è la Partita IVA e quando serve

Aprire la Partita IVA è il passo obbligatorio per chiunque intenda svolgere un’attività economica abituale e continuativa, sia essa di impresa, artistica o professionale. La scelta del regime fiscale determina come verranno calcolate le tasse e quali obblighi burocratici dovrai rispettare.

2. Il Regime Forfetario: la scelta “naturale” per le piccole attività

Il Regime Forfetario rappresenta oggi il regime naturale per le persone fisiche che esercitano attività d’impresa, arte o professione in forma individuale, purché rispettino determinati requisiti.

I requisiti di accesso

Per accedere e rimanere in questo regime, è necessario che i ricavi o i compensi percepiti nell’anno precedente non superino la soglia di 85.000 euro. Se si avvia una nuova attività, questo limite va ragguagliato alla frazione di anno.

Come si calcolano le tasse (Imposta Sostitutiva)

Il grande vantaggio del forfetario è la tassazione agevolata. Non si applicano IRPEF, addizionali o IRAP, ma un’unica imposta sostitutiva pari al 15%. Per le start-up (nuove attività), l’aliquota scende al 5% per i primi 5 anni, a condizione che l’attività non sia una mera prosecuzione di un lavoro precedente (dipendente o autonomo) e che il contribuente non abbia esercitato attività d’impresa nei tre anni precedenti.

Come si determina il reddito (Il Coefficiente di Redditività)

Nel forfetario non puoi scaricare le spese reali (come affitto, benzina o pc). Il reddito imponibile si calcola applicando ai ricavi un coefficiente di redditività che varia in base al codice ATECO dell’attività.

  • Esempio: Per un professionista (es. avvocato o consulente), il coefficiente è del 78%. Significa che su 100 euro incassati, pagherai le tasse su 78 euro, mentre 22 euro sono considerati “spese forfettarie” non tassate.

Vantaggi IVA e Semplificazioni

Chi adotta il forfetario:

  • Non addebita l’IVA in fattura (franchigia IVA).
  • Non ha diritto alla detrazione dell’IVA sugli acquisti.
  • È esonerato dalla tenuta delle scritture contabili e dagli studi di settore (ora ISA).
  • Non subisce la ritenuta d’acconto sui compensi percepiti.

Chi non può accedere (Cause Ostative)

Non possono applicare il forfetario, tra gli altri:

  • Chi partecipa contemporaneamente a società di persone, associazioni professionali o controlla SRL che svolgono attività riconducibili a quella autonoma.
  • Chi ha percepito redditi di lavoro dipendente o pensione superiori a 30.000 euro nell’anno precedente (soglia innalzata a 35.000 euro per il 2025 e 2026).
  • Chi risiede all’estero (salvo residenti UE/SEE che producono il 75% del reddito in Italia).

3. Il Regime Ordinario: quando conviene

Il Regime Ordinario (o semplificato per le imprese minori) è l’alternativa obbligatoria per chi supera i limiti del forfetario o facoltativa per chi sceglie di non avvalersene.

Caratteristiche principali

  • Tassazione IRPEF: Il reddito si somma agli altri redditi (es. lavoro dipendente) e viene tassato secondo gli scaglioni IRPEF progressivi (dal 23% al 43%) più addizionali.
  • Deduzione Spese: A differenza del forfetario, qui puoi dedurre i costi inerenti all’attività (principio di cassa per i professionisti, con alcune eccezioni come gli ammortamenti).
  • IVA: Si applica l’IVA sulle vendite e si detrae l’IVA sugli acquisti.
  • Ritenuta d’Acconto: I professionisti subiscono una ritenuta del 20% sui compensi come anticipo sulle tasse.

Quando sceglierlo

Conviene generalmente se:

  1. Hai spese reali molto alte (superiori alla deduzione forfettaria del tuo coefficiente).
  2. Devi fare grossi investimenti e vuoi recuperare l’IVA.
  3. Hai molte deduzioni/detrazioni personali (es. spese mediche, ristrutturazioni, carichi di famiglia) che nel forfetario andrebbero perse perché l’imposta è sostitutiva e non “capiente”.

4. La Previdenza: Contributi INPS e Casse Professionali

Oltre alle tasse, bisogna considerare i contributi previdenziali, che variano in base alla categoria.

Artigiani e Commercianti

Devono iscriversi alla Gestione Artigiani e Commercianti dell’INPS. È previsto un minimale fisso annuo.

  • Vantaggio Forfetario: Chi è nel regime forfetario può richiedere una riduzione del 35% sui contributi INPS dovuti.

Liberi Professionisti con Cassa

Chi ha un albo di riferimento (Avvocati, Commercialisti, Medici, Consulenti del Lavoro, ecc.) deve iscriversi alla propria Cassa di Previdenza (es. Cassa Forense, CNPADC, ENPACL, ENPAM).

  • I contributi seguono le regole della Cassa specifica (soggettivo, integrativo, maternità).

Liberi Professionisti senza Cassa

I freelance senza albo (es. web designer, consulenti generici) devono iscriversi alla Gestione Separata INPS.

  • Non c’è un minimale fisso: si paga in percentuale sul reddito effettivamente prodotto (aliquota intorno al 26% per i non assicurati presso altre forme).

5. Come aprire la Partita IVA

Per aprire la Partita IVA bisogna presentare il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio attività.

  • Nel modello, dovrai indicare il codice ATECO e, se scegli il forfetario, barrare l’apposita casella per il “Regime fiscale agevolato”.
  • Il comportamento concludente (es. emettere fatture senza IVA) conferma la scelta del regime anche in caso di errore formale nella compilazione.

Orientamento Sintesi: Quale scegliere

CaratteristicaRegime ForfetarioRegime Ordinario
Limite RicaviFino a 85.000 € annuiNessun limite
TassazioneFlat tax 15% (5% start-up)IRPEF a scaglioni (23%-43%)
SpeseForfettarie (es. 22% per professionisti)Reali e documentate
IVANon applicata (non detraibile)Applicata e detraibile
FatturazioneElettronica obbligatoriaElettronica obbligatoria
Ritenuta d’accontoNon si applicaSi applica (per professionisti)

Tabella Comparativa: Regime Forfetario vs Regime Ordinario

Ecco una tabella sintetica di comparazione che mette a confronto il Regime Forfetario e il Regime Ordinario (contabilità semplificata/ordinaria) per un professionista (es. avvocato), basata sugli elementi normativi estratti dalle fonti fornite.

Elemento di ComparazioneRegime ForfetarioRegime Ordinario (Semplificato/Ordinario)
Limite Ricavi/Compensi85.000 € annui (ragguagliati ad anno),.Nessun limite massimo di fatturato.
Determinazione del RedditoForfettaria: Applicazione del coefficiente di redditività (es. 78% per avvocati) ai compensi incassati.Analitica: Differenza tra Compensi incassati e Spese sostenute (principio di cassa),.
Deducibilità SpeseForfettaria: Le spese non sono deducibili analiticamente (sono incluse nel coefficiente).Analitica: Le spese inerenti l’attività sono deducibili secondo le regole del TUIR (es. 100%, 50% promiscuo, ecc.).
Imposte sui RedditiImposta Sostitutiva: Aliquota fissa al 15% (o 5% per le start-up nei primi 5 anni),.IRPEF: Aliquote progressive a scaglioni (dal 23% al 43%),.
Addizionali Regionali/ComunaliNon dovute.Dovute (variano in base alla residenza).
Applicazione dell’IVANon applicata: Operazioni in franchigia IVA (niente rivalsa in fattura).Applicata: Si addebita l’IVA in fattura (es. 22%) e si versa all’Erario.
Detrazione dell’IVAIndetraibile: L’IVA sugli acquisti è un costo puro non recuperabile.Detraibile: L’IVA sugli acquisti si detrae da quella sulle vendite.
Ritenuta d’Acconto (Attiva)Non subita: Il professionista non subisce la ritenuta del 20% sui compensi.Subita: Il committente (sostituto d’imposta) trattiene il 20% come acconto IRPEF.
Sostituto d’Imposta (Passiva)Esonerato (parzialmente): Non opera ritenute su fatture ricevute, salvo redditi lavoro dipendente.Obbligato: Deve operare e versare le ritenute d’acconto su fatture ricevute e dipendenti.
Spese per Dipendenti/CollaboratoriLimite massimo di 20.000 € lordi annui per spese di lavoro accessorio/dipendente.Nessun limite specifico all’importo delle spese per il personale.
Redditi Lavoro Dipendente (Accesso)Precluso se nell’anno precedente si sono percepiti redditi da lavoro dip./pensione > 30.000 € (35.000 € per il 2025/26),.Irrilevante ai fini dell’accesso al regime.
Fatturazione ElettronicaObbligatoria per tutti (salvo specifiche esclusioni sanitarie).Obbligatoria.
Imposta di BolloDovuta (2 €) sulle fatture superiori a 77,47 €, poiché non soggette a IVA.Dovuta solo sulle fatture esenti/non imponibili IVA > 77,47 €.
ISA (Indici Sintetici Affidabilità)Escluso: Non soggetto agli ISA (ex Studi di Settore).Soggetto: Applicazione degli ISA e relativi voti di affidabilità.
Tenuta Scritture ContabiliEsonero: Non obbligatorio tenere registri IVA/incassi-pagamenti (solo conservazione fatture).Obbligatoria: Tenuta registri IVA, incassi/pagamenti o cronologici.
Deducibilità Contributi PrevidenzialiDeducibili: Si sottraggono dal reddito forfetario prima di calcolare l’imposta.Deducibili: Si sottraggono come costo o onere deducibile.
Detrazioni/Deduzioni Personali (IRPEF)Perse: Non si possono scaricare spese mediche, ristrutturazioni, ecc. dall’imposta sostitutiva (salvo altri redditi IRPEF).Ammesse: Si possono detrarre/dedurre dall’IRPEF complessiva.
Partecipazioni SocietarieVincoli: Escluso chi partecipa a società di persone o controlla SRL con attività riconducibili,.Ammesse: Nessuna preclusione per partecipazioni societarie.
Operazioni con l’Estero (Servizi)Reverse Charge: Deve versare l’IVA sulle fatture passive estere (non detraibile).Ordinario: Integrazione/Autofattura con detrazione (neutrale se pro-rata 100%).
Esterometro / Dati TransfrontalieriObbligatorio: Comunicazione dati operazioni estere (via SDI).Obbligatorio.
Acconti d’ImpostaCalcolati sull’imposta sostitutiva (codici tributo specifici es. 1790/1791).Calcolati sull’IRPEF ordinaria.
Superamento Soglia (Exit)>85k: Uscita anno successivo. >100k: Uscita immediata nell’anno in corso.N.A. (rimane nel regime ordinario).
IRAPEscluso per legge.Escluso per professionisti individuali (dal 2022); dovuto per studi associati/società.

F.A.Q. – Domande Frequenti su Partita IVA e Regimi Fiscali

Le risposte ai 20 dubbi più comuni per chi sta valutando di aprire la Partita IVA o cambiare regime fiscale.

Accesso e Limiti del Regime Forfetario

1. Qual è il limite di fatturato per entrare o rimanere nel Regime Forfetario. Il limite massimo di ricavi o compensi è di 85.000 euro annui. Questo limite va verificato sui ricavi dell’anno precedente.

2. Cosa succede se si supera la soglia degli 85.000 euro. Dipende dall’entità del superamento. Se si supera gli 85.000 euro ma si resta sotto i 100.000 euro, si rimane nel regime forfetario per l’anno in corso e ne si fuoriesce a partire dall’anno successivo. Se invece si supera i 100.000 euro, la fuoriuscita è immediata nello stesso anno, con obbligo di applicare l’IVA e le imposte ordinarie sulle operazioni che comportano il superamento.

3. Se si apre la Partita IVA a metà anno, il limite è sempre 85.000 euro. No. In caso di inizio attività in corso d’anno, il limite di 85.000 euro deve essere ragguagliato alla frazione di anno,. Ad esempio, se si apre il 1° luglio, si avrà a disposizione circa la metà del plafond per quell’anno.

4. Si può accedere al Forfetario se si è anche lavoratore dipendente. Sì, ma solo se il proprio reddito da lavoro dipendente (o pensione) percepito nell’anno precedente non supera i 30.000 euro. La soglia è innalzata a 35.000 euro per le verifiche relative agli anni 2025 e 2026. Se il rapporto di lavoro è cessato nell’anno precedente, questo limite non si applica.

5. Si può fatturare al proprio vecchio datore di lavoro. Generalmente no. Non puoi applicare il forfetario se si lavora prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con cui si hanno avuti rapporti di lavoro in corso o nei due anni precedenti,. Fa eccezione il caso in cui la nuova attività inizi dopo aver svolto il periodo di pratica obbligatoria (tirocinio professionale).

6. Se si risiede all’estero, è possibile aprire la Partita IVA forfetaria in Italia. Di norma no. Il regime è escluso per i non residenti, a meno che non si risieda in uno Stato UE/SEE e si produca in Italia almeno il 75% del proprio reddito complessivo.

7. Se si hanno delle quote in una SRL, è possible accedere al Forfetario. È possibile solo se non si detiene il controllo (diretto o indiretto) della SRL e se la società non svolge attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle della propria Partita IVA,. Se c’è controllo e riconducibilità dell’attività, scatta la causa di esclusione.

Tasse, Spese e Fatturazione

8. Come si calcolano le tasse nel Regime Forfetario. Si applica un’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per le start-up) su una base imponibile calcolata a forfait. Non si possono scaricare le spese reali: i costi sono stimati applicando un coefficiente di redditività al fatturato (es. 78% per i professionisti).

9. Quando si ha diritto all’aliquota ridotta del 5%. Per i primi 5 anni di attività, l’imposta scende al 5% se: non si ha esercitato attività d’impresa/professionale nei 3 anni precedenti e la nuova attività non è una mera prosecuzione di una svolta in precedenza come dipendente.

10. Si deve applicare l’IVA sulle fatture nel Regime Forfetario. No. I forfetari non addebitano l’IVA in rivalsa in fattura e non si può detrarre l’IVA sugli acquisti,. Sulle fatture va apposta la dicitura “Operazione in franchigia da IVA”.

11. Si è obbligati alla Fatturazione Elettronica nel forfetario. Sì. Dal 1° gennaio 2024 l’obbligo di fatturazione elettronica è generalizzato anche per i forfetari, salvo specifiche esclusioni per le professioni sanitarie (invio dati Sistema TS).

12. Quando si devo mettere la marca da bollo sulle fatture. Se la fattura supera l’importo di 77,47 euro, si deve applicare un’imposta di bollo di 2 euro. Nel caso di fattura elettronica, il bollo si paga virtualmente tramite F24.

13. Il riaddebito del bollo al cliente fa reddito. Sì. Se si addebita i 2 euro del bollo al cliente, quell’importo concorre a formare il proprio reddito imponibile e rientra nel calcolo del limite degli 85.000 euro.

14. I rimborsi spese (es. vitto/alloggio) sono tassati nel Forfetario. Sì. Nel regime forfetario i rimborsi spese (a piè di lista o forfettari) concorrono a formare il reddito e sono soggetti al coefficiente di redditività, non essendo prevista la deduzione analitica.

15. Si deve applicare la Ritenuta d’Acconto. No. Nel regime forfetario non si subisce la ritenuta d’acconto sui compensi percepiti. Si deve rilasciare al cliente una dichiarazione in cui si specifichi che il proprio reddito è soggetto a imposta sostitutiva.

Contributi Previdenziali (INPS e Casse)

16. Esistono sconti sui contributi INPS per i forfetari. Sì, ma solo per Artigiani e Commercianti iscritti alla gestione INPS. Essi possono richiedere una riduzione del 35% sui contributi dovuti. Questa agevolazione non vale per i professionisti iscritti alla Gestione Separata o alle Casse private.

17. Il contributo del 4% (rivalsa Cassa) fa cumulo con i ricavi. Per i professionisti con Cassa (es. avvocati, commercialisti), il contributo integrativo (solitamente il 4%) addebitato in fattura non concorre alla formazione del reddito né al limite degli 85.000 euro. Diversamente, per chi è iscritto alla Gestione Separata INPS, la rivalsa del 4% fa parte del compenso tassabile.

18. Si possono dedurre i contributi previdenziali nel Forfetario. Sì. I contributi previdenziali versati in ottemperanza alla legge sono interamente deducibili dal reddito imponibile (calcolato a forfait), prima di applicare l’imposta sostitutiva.

Regime Ordinario e Altro

19. Quando conviene il Regime Ordinario rispetto al Forfetario. Conviene generalmente se hai spese reali molto elevate (superiori alla percentuale forfettaria riconosciuta dal tuo coefficiente), se devi fare grossi investimenti per cui vuoi recuperare l’IVA, o se hai ingenti detrazioni personali (es. ristrutturazioni, carichi di famiglia) che nel forfetario andrebbero perse.

20. Se si esce dal Forfetario, è possibile rientrarci. Sì. Se si perdono i requisiti (es. superi 85.000 euro ma resti sotto 100.000), si passa all’ordinario l’anno successivo. Se in futuro il proprio fatturato scende nuovamente sotto la soglia e si rispettano gli altri requisiti, si può rientrare nel regime forfetario a partire dall’anno seguente.

Nota Bene: Questa guida ha solo uno scopo informativo generico. Prima di tutto si consiglia fortemente di consultare uno specialista per analizzare con tutti i dati ogni specifica situazione.

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