La guida per aprire la partita IVA in regime forfettario od ordinario: elementi essenziali per un primo orientamento con comparazione e faq
Se si pensa di mettersi in proprio, una delle prime grandi decisioni che si devono affrontare riguarda la scelta del regime fiscale. Capire le differenze e i vantaggi è fondamentale per pianificare l’avvio attività. Questa mini guida esplora alcuni degli elementi essenziali per un primo orientamento a scegliere tra Regime Forfetario e Regime Ordinario, analizzando tasse, contributi e adempimenti.
1. Cos’è la Partita IVA e quando serve
Aprire la Partita IVA è il passo obbligatorio per chiunque intenda svolgere un’attività economica abituale e continuativa, sia essa di impresa, artistica o professionale. La scelta del regime fiscale determina come verranno calcolate le tasse e quali obblighi burocratici dovrai rispettare.
2. Il Regime Forfetario: la scelta “naturale” per le piccole attività
Il Regime Forfetario rappresenta oggi il regime naturale per le persone fisiche che esercitano attività d’impresa, arte o professione in forma individuale, purché rispettino determinati requisiti.
I requisiti di accesso
Per accedere e rimanere in questo regime, è necessario che i ricavi o i compensi percepiti nell’anno precedente non superino la soglia di 85.000 euro. Se si avvia una nuova attività, questo limite va ragguagliato alla frazione di anno.
Come si calcolano le tasse (Imposta Sostitutiva)
Il grande vantaggio del forfetario è la tassazione agevolata. Non si applicano IRPEF, addizionali o IRAP, ma un’unica imposta sostitutiva pari al 15%. Per le start-up (nuove attività), l’aliquota scende al 5% per i primi 5 anni, a condizione che l’attività non sia una mera prosecuzione di un lavoro precedente (dipendente o autonomo) e che il contribuente non abbia esercitato attività d’impresa nei tre anni precedenti.
Come si determina il reddito (Il Coefficiente di Redditività)
Nel forfetario non puoi scaricare le spese reali (come affitto, benzina o pc). Il reddito imponibile si calcola applicando ai ricavi un coefficiente di redditività che varia in base al codice ATECO dell’attività.
- Esempio: Per un professionista (es. avvocato o consulente), il coefficiente è del 78%. Significa che su 100 euro incassati, pagherai le tasse su 78 euro, mentre 22 euro sono considerati “spese forfettarie” non tassate.
Vantaggi IVA e Semplificazioni
Chi adotta il forfetario:
- Non addebita l’IVA in fattura (franchigia IVA).
- Non ha diritto alla detrazione dell’IVA sugli acquisti.
- È esonerato dalla tenuta delle scritture contabili e dagli studi di settore (ora ISA).
- Non subisce la ritenuta d’acconto sui compensi percepiti.
Chi non può accedere (Cause Ostative)
Non possono applicare il forfetario, tra gli altri:
- Chi partecipa contemporaneamente a società di persone, associazioni professionali o controlla SRL che svolgono attività riconducibili a quella autonoma.
- Chi ha percepito redditi di lavoro dipendente o pensione superiori a 30.000 euro nell’anno precedente (soglia innalzata a 35.000 euro per il 2025 e 2026).
- Chi risiede all’estero (salvo residenti UE/SEE che producono il 75% del reddito in Italia).
3. Il Regime Ordinario: quando conviene
Il Regime Ordinario (o semplificato per le imprese minori) è l’alternativa obbligatoria per chi supera i limiti del forfetario o facoltativa per chi sceglie di non avvalersene.
Caratteristiche principali
- Tassazione IRPEF: Il reddito si somma agli altri redditi (es. lavoro dipendente) e viene tassato secondo gli scaglioni IRPEF progressivi (dal 23% al 43%) più addizionali.
- Deduzione Spese: A differenza del forfetario, qui puoi dedurre i costi inerenti all’attività (principio di cassa per i professionisti, con alcune eccezioni come gli ammortamenti).
- IVA: Si applica l’IVA sulle vendite e si detrae l’IVA sugli acquisti.
- Ritenuta d’Acconto: I professionisti subiscono una ritenuta del 20% sui compensi come anticipo sulle tasse.
Quando sceglierlo
Conviene generalmente se:
- Hai spese reali molto alte (superiori alla deduzione forfettaria del tuo coefficiente).
- Devi fare grossi investimenti e vuoi recuperare l’IVA.
- Hai molte deduzioni/detrazioni personali (es. spese mediche, ristrutturazioni, carichi di famiglia) che nel forfetario andrebbero perse perché l’imposta è sostitutiva e non “capiente”.
4. La Previdenza: Contributi INPS e Casse Professionali
Oltre alle tasse, bisogna considerare i contributi previdenziali, che variano in base alla categoria.
Artigiani e Commercianti
Devono iscriversi alla Gestione Artigiani e Commercianti dell’INPS. È previsto un minimale fisso annuo.
- Vantaggio Forfetario: Chi è nel regime forfetario può richiedere una riduzione del 35% sui contributi INPS dovuti.
Liberi Professionisti con Cassa
Chi ha un albo di riferimento (Avvocati, Commercialisti, Medici, Consulenti del Lavoro, ecc.) deve iscriversi alla propria Cassa di Previdenza (es. Cassa Forense, CNPADC, ENPACL, ENPAM).
- I contributi seguono le regole della Cassa specifica (soggettivo, integrativo, maternità).
Liberi Professionisti senza Cassa
I freelance senza albo (es. web designer, consulenti generici) devono iscriversi alla Gestione Separata INPS.
- Non c’è un minimale fisso: si paga in percentuale sul reddito effettivamente prodotto (aliquota intorno al 26% per i non assicurati presso altre forme).
5. Come aprire la Partita IVA
Per aprire la Partita IVA bisogna presentare il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio attività.
- Nel modello, dovrai indicare il codice ATECO e, se scegli il forfetario, barrare l’apposita casella per il “Regime fiscale agevolato”.
- Il comportamento concludente (es. emettere fatture senza IVA) conferma la scelta del regime anche in caso di errore formale nella compilazione.
Orientamento Sintesi: Quale scegliere
| Caratteristica | Regime Forfetario | Regime Ordinario |
|---|---|---|
| Limite Ricavi | Fino a 85.000 € annui | Nessun limite |
| Tassazione | Flat tax 15% (5% start-up) | IRPEF a scaglioni (23%-43%) |
| Spese | Forfettarie (es. 22% per professionisti) | Reali e documentate |
| IVA | Non applicata (non detraibile) | Applicata e detraibile |
| Fatturazione | Elettronica obbligatoria | Elettronica obbligatoria |
| Ritenuta d’acconto | Non si applica | Si applica (per professionisti) |
Tabella Comparativa: Regime Forfetario vs Regime Ordinario
Ecco una tabella sintetica di comparazione che mette a confronto il Regime Forfetario e il Regime Ordinario (contabilità semplificata/ordinaria) per un professionista (es. avvocato), basata sugli elementi normativi estratti dalle fonti fornite.
| Elemento di Comparazione | Regime Forfetario | Regime Ordinario (Semplificato/Ordinario) |
|---|---|---|
| Limite Ricavi/Compensi | 85.000 € annui (ragguagliati ad anno),. | Nessun limite massimo di fatturato. |
| Determinazione del Reddito | Forfettaria: Applicazione del coefficiente di redditività (es. 78% per avvocati) ai compensi incassati. | Analitica: Differenza tra Compensi incassati e Spese sostenute (principio di cassa),. |
| Deducibilità Spese | Forfettaria: Le spese non sono deducibili analiticamente (sono incluse nel coefficiente). | Analitica: Le spese inerenti l’attività sono deducibili secondo le regole del TUIR (es. 100%, 50% promiscuo, ecc.). |
| Imposte sui Redditi | Imposta Sostitutiva: Aliquota fissa al 15% (o 5% per le start-up nei primi 5 anni),. | IRPEF: Aliquote progressive a scaglioni (dal 23% al 43%),. |
| Addizionali Regionali/Comunali | Non dovute. | Dovute (variano in base alla residenza). |
| Applicazione dell’IVA | Non applicata: Operazioni in franchigia IVA (niente rivalsa in fattura). | Applicata: Si addebita l’IVA in fattura (es. 22%) e si versa all’Erario. |
| Detrazione dell’IVA | Indetraibile: L’IVA sugli acquisti è un costo puro non recuperabile. | Detraibile: L’IVA sugli acquisti si detrae da quella sulle vendite. |
| Ritenuta d’Acconto (Attiva) | Non subita: Il professionista non subisce la ritenuta del 20% sui compensi. | Subita: Il committente (sostituto d’imposta) trattiene il 20% come acconto IRPEF. |
| Sostituto d’Imposta (Passiva) | Esonerato (parzialmente): Non opera ritenute su fatture ricevute, salvo redditi lavoro dipendente. | Obbligato: Deve operare e versare le ritenute d’acconto su fatture ricevute e dipendenti. |
| Spese per Dipendenti/Collaboratori | Limite massimo di 20.000 € lordi annui per spese di lavoro accessorio/dipendente. | Nessun limite specifico all’importo delle spese per il personale. |
| Redditi Lavoro Dipendente (Accesso) | Precluso se nell’anno precedente si sono percepiti redditi da lavoro dip./pensione > 30.000 € (35.000 € per il 2025/26),. | Irrilevante ai fini dell’accesso al regime. |
| Fatturazione Elettronica | Obbligatoria per tutti (salvo specifiche esclusioni sanitarie). | Obbligatoria. |
| Imposta di Bollo | Dovuta (2 €) sulle fatture superiori a 77,47 €, poiché non soggette a IVA. | Dovuta solo sulle fatture esenti/non imponibili IVA > 77,47 €. |
| ISA (Indici Sintetici Affidabilità) | Escluso: Non soggetto agli ISA (ex Studi di Settore). | Soggetto: Applicazione degli ISA e relativi voti di affidabilità. |
| Tenuta Scritture Contabili | Esonero: Non obbligatorio tenere registri IVA/incassi-pagamenti (solo conservazione fatture). | Obbligatoria: Tenuta registri IVA, incassi/pagamenti o cronologici. |
| Deducibilità Contributi Previdenziali | Deducibili: Si sottraggono dal reddito forfetario prima di calcolare l’imposta. | Deducibili: Si sottraggono come costo o onere deducibile. |
| Detrazioni/Deduzioni Personali (IRPEF) | Perse: Non si possono scaricare spese mediche, ristrutturazioni, ecc. dall’imposta sostitutiva (salvo altri redditi IRPEF). | Ammesse: Si possono detrarre/dedurre dall’IRPEF complessiva. |
| Partecipazioni Societarie | Vincoli: Escluso chi partecipa a società di persone o controlla SRL con attività riconducibili,. | Ammesse: Nessuna preclusione per partecipazioni societarie. |
| Operazioni con l’Estero (Servizi) | Reverse Charge: Deve versare l’IVA sulle fatture passive estere (non detraibile). | Ordinario: Integrazione/Autofattura con detrazione (neutrale se pro-rata 100%). |
| Esterometro / Dati Transfrontalieri | Obbligatorio: Comunicazione dati operazioni estere (via SDI). | Obbligatorio. |
| Acconti d’Imposta | Calcolati sull’imposta sostitutiva (codici tributo specifici es. 1790/1791). | Calcolati sull’IRPEF ordinaria. |
| Superamento Soglia (Exit) | >85k: Uscita anno successivo. >100k: Uscita immediata nell’anno in corso. | N.A. (rimane nel regime ordinario). |
| IRAP | Escluso per legge. | Escluso per professionisti individuali (dal 2022); dovuto per studi associati/società. |
F.A.Q. – Domande Frequenti su Partita IVA e Regimi Fiscali
Le risposte ai 20 dubbi più comuni per chi sta valutando di aprire la Partita IVA o cambiare regime fiscale.
Accesso e Limiti del Regime Forfetario
1. Qual è il limite di fatturato per entrare o rimanere nel Regime Forfetario. Il limite massimo di ricavi o compensi è di 85.000 euro annui. Questo limite va verificato sui ricavi dell’anno precedente.
2. Cosa succede se si supera la soglia degli 85.000 euro. Dipende dall’entità del superamento. Se si supera gli 85.000 euro ma si resta sotto i 100.000 euro, si rimane nel regime forfetario per l’anno in corso e ne si fuoriesce a partire dall’anno successivo. Se invece si supera i 100.000 euro, la fuoriuscita è immediata nello stesso anno, con obbligo di applicare l’IVA e le imposte ordinarie sulle operazioni che comportano il superamento.
3. Se si apre la Partita IVA a metà anno, il limite è sempre 85.000 euro. No. In caso di inizio attività in corso d’anno, il limite di 85.000 euro deve essere ragguagliato alla frazione di anno,. Ad esempio, se si apre il 1° luglio, si avrà a disposizione circa la metà del plafond per quell’anno.
4. Si può accedere al Forfetario se si è anche lavoratore dipendente. Sì, ma solo se il proprio reddito da lavoro dipendente (o pensione) percepito nell’anno precedente non supera i 30.000 euro. La soglia è innalzata a 35.000 euro per le verifiche relative agli anni 2025 e 2026. Se il rapporto di lavoro è cessato nell’anno precedente, questo limite non si applica.
5. Si può fatturare al proprio vecchio datore di lavoro. Generalmente no. Non puoi applicare il forfetario se si lavora prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con cui si hanno avuti rapporti di lavoro in corso o nei due anni precedenti,. Fa eccezione il caso in cui la nuova attività inizi dopo aver svolto il periodo di pratica obbligatoria (tirocinio professionale).
6. Se si risiede all’estero, è possibile aprire la Partita IVA forfetaria in Italia. Di norma no. Il regime è escluso per i non residenti, a meno che non si risieda in uno Stato UE/SEE e si produca in Italia almeno il 75% del proprio reddito complessivo.
7. Se si hanno delle quote in una SRL, è possible accedere al Forfetario. È possibile solo se non si detiene il controllo (diretto o indiretto) della SRL e se la società non svolge attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle della propria Partita IVA,. Se c’è controllo e riconducibilità dell’attività, scatta la causa di esclusione.
Tasse, Spese e Fatturazione
8. Come si calcolano le tasse nel Regime Forfetario. Si applica un’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per le start-up) su una base imponibile calcolata a forfait. Non si possono scaricare le spese reali: i costi sono stimati applicando un coefficiente di redditività al fatturato (es. 78% per i professionisti).
9. Quando si ha diritto all’aliquota ridotta del 5%. Per i primi 5 anni di attività, l’imposta scende al 5% se: non si ha esercitato attività d’impresa/professionale nei 3 anni precedenti e la nuova attività non è una mera prosecuzione di una svolta in precedenza come dipendente.
10. Si deve applicare l’IVA sulle fatture nel Regime Forfetario. No. I forfetari non addebitano l’IVA in rivalsa in fattura e non si può detrarre l’IVA sugli acquisti,. Sulle fatture va apposta la dicitura “Operazione in franchigia da IVA”.
11. Si è obbligati alla Fatturazione Elettronica nel forfetario. Sì. Dal 1° gennaio 2024 l’obbligo di fatturazione elettronica è generalizzato anche per i forfetari, salvo specifiche esclusioni per le professioni sanitarie (invio dati Sistema TS).
12. Quando si devo mettere la marca da bollo sulle fatture. Se la fattura supera l’importo di 77,47 euro, si deve applicare un’imposta di bollo di 2 euro. Nel caso di fattura elettronica, il bollo si paga virtualmente tramite F24.
13. Il riaddebito del bollo al cliente fa reddito. Sì. Se si addebita i 2 euro del bollo al cliente, quell’importo concorre a formare il proprio reddito imponibile e rientra nel calcolo del limite degli 85.000 euro.
14. I rimborsi spese (es. vitto/alloggio) sono tassati nel Forfetario. Sì. Nel regime forfetario i rimborsi spese (a piè di lista o forfettari) concorrono a formare il reddito e sono soggetti al coefficiente di redditività, non essendo prevista la deduzione analitica.
15. Si deve applicare la Ritenuta d’Acconto. No. Nel regime forfetario non si subisce la ritenuta d’acconto sui compensi percepiti. Si deve rilasciare al cliente una dichiarazione in cui si specifichi che il proprio reddito è soggetto a imposta sostitutiva.
Contributi Previdenziali (INPS e Casse)
16. Esistono sconti sui contributi INPS per i forfetari. Sì, ma solo per Artigiani e Commercianti iscritti alla gestione INPS. Essi possono richiedere una riduzione del 35% sui contributi dovuti. Questa agevolazione non vale per i professionisti iscritti alla Gestione Separata o alle Casse private.
17. Il contributo del 4% (rivalsa Cassa) fa cumulo con i ricavi. Per i professionisti con Cassa (es. avvocati, commercialisti), il contributo integrativo (solitamente il 4%) addebitato in fattura non concorre alla formazione del reddito né al limite degli 85.000 euro. Diversamente, per chi è iscritto alla Gestione Separata INPS, la rivalsa del 4% fa parte del compenso tassabile.
18. Si possono dedurre i contributi previdenziali nel Forfetario. Sì. I contributi previdenziali versati in ottemperanza alla legge sono interamente deducibili dal reddito imponibile (calcolato a forfait), prima di applicare l’imposta sostitutiva.
Regime Ordinario e Altro
19. Quando conviene il Regime Ordinario rispetto al Forfetario. Conviene generalmente se hai spese reali molto elevate (superiori alla percentuale forfettaria riconosciuta dal tuo coefficiente), se devi fare grossi investimenti per cui vuoi recuperare l’IVA, o se hai ingenti detrazioni personali (es. ristrutturazioni, carichi di famiglia) che nel forfetario andrebbero perse.
20. Se si esce dal Forfetario, è possibile rientrarci. Sì. Se si perdono i requisiti (es. superi 85.000 euro ma resti sotto 100.000), si passa all’ordinario l’anno successivo. Se in futuro il proprio fatturato scende nuovamente sotto la soglia e si rispettano gli altri requisiti, si può rientrare nel regime forfetario a partire dall’anno seguente.
Nota Bene: Questa guida ha solo uno scopo informativo generico. Prima di tutto si consiglia fortemente di consultare uno specialista per analizzare con tutti i dati ogni specifica situazione.