Startup Act 2025

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Startup Act 2025: Tutte le Novità su Agevolazioni, Requisiti e Detrazioni per le Imprese Innovative

Il termine “Startup Act 2025” non identifica un singolo atto legislativo, ma rappresenta l’insieme delle importanti novità normative, derivanti principalmente dalla L. 193/2024 e dalla Legge Delega 34/2026, che ridisegnano le regole e le agevolazioni per l’ecosistema dell’innovazione in Italia nel 2025.

A livello strutturale, la novità più attesa è la delega al Governo per l’emanazione di un Testo Unico entro 12 mesi (dall’aprile 2026), con l’obiettivo di riordinare e semplificare l’intera disciplina di start up, PMI innovative e incubatori. Nel frattempo, il 2025 porta con sé cambiamenti operativi immediati, sia in termini di vantaggi per gli investitori che di requisiti per le società.

Ecco i punti fondamentali del nuovo assetto normativo.

Il potenziamento della Detrazione “De Minimis” al 65%

L’incentivo più forte per attrarre capitali di rischio subisce un netto incremento. A partire dall’1.1.2025, la detrazione IRPEF in regime “de minimis” per chi investe in start up innovative sale dal 50% al 65% della somma investita. L’investimento massimo annuale agevolabile rimane fissato a 100.000 euro per singolo investitore.

Soluzione per gli incapienti: il Credito d’Imposta

Una delle criticità storiche per i piccoli investitori (inclusi i forfettari) era la perdita del beneficio in caso di imposta lorda insufficiente. Per gli investimenti effettuati dal 2024, l’eccedenza della detrazione “de minimis” si trasforma in un credito d’imposta. Questo credito può essere utilizzato direttamente nella dichiarazione dei redditi successiva o in compensazione tramite modello F24 utilizzando il codice tributo “7076”.

Nuovi paletti anti-abuso per gli investitori

Se da un lato gli incentivi aumentano, dall’altro la legge (art. 31 co. 1 della L. 193/2024) introduce regole più severe per evitare distorsioni. Le agevolazioni fiscali, concesse per un massimo di cinque anni dall’iscrizione nel registro, non si applicano in due casi specifici:

  • Se l’investimento genera una partecipazione qualificata superiore al 25% del capitale sociale o dei diritti di governance.
  • Se l’investitore è contemporaneamente un fornitore di servizi per la start up (direttamente o tramite società collegate) per un fatturato che supera il 25% dell’investimento agevolabile.

Stretta sui requisiti: Addio alle “Start up di Consulenza”

Il legislatore ha voluto delimitare chiaramente il perimetro dell’innovazione tecnologica. La L. 193/2024 impone che la start up rientri rigorosamente nella definizione europea di microimpresa o PMI e, soprattutto, esclude esplicitamente la possibilità di avere come attività prevalente l’agenzia o la consulenza. Inoltre, sono state modificate le tempistiche e i requisiti (fase di “scale-up”) per poter mantenere l’iscrizione nella sezione speciale oltre i canonici 3 o 5 anni.

Semplificazione procedurale: l’Istanza “Ex Post”

Per accedere alla detrazione “de minimis”, la regola generale prevede una comunicazione preventiva sulla piattaforma Invitalia. Tuttavia, per agevolare le operazioni nel periodo di transizione, per gli investimenti effettuati dall’1.1.2025 al 30.6.2025, l’istanza può essere presentata anche in via posticipata, purché l’adempimento venga completato entro il 31 maggio 2026.

Nuovi vantaggi per gli Incubatori e gestione della crisi

Dal 2025, il supporto istituzionale all’innovazione si allarga: è riconosciuto un credito d’imposta pari all’8% per gli incubatori e gli acceleratori certificati che investono nel capitale sociale delle start up, nel limite di spesa complessivo di 1,8 milioni di euro annui. Infine, sul fronte del diritto societario, il DLgs. 136/2024 ha introdotto una deroga storica: le start up innovative (se non qualificabili come “imprese minori”) possono ora accedere volontariamente alla liquidazione giudiziale (ex fallimento) e agli strumenti ordinari di regolazione della crisi, perdendo l’esclusiva sulle procedure da sovraindebitamento.

La nuova fase di “Scale-up”: permanenza prolungata nel Registro

Di base, la permanenza nella sezione speciale del Registro delle Imprese è prevista per 3 anni, elevabili fino a 5 anni complessivi se si rispettano determinati requisiti. La novità normativa introduce però la possibilità di prolungare questo periodo per ulteriori due anni, rinnovabili per altri due (fino a un massimo di quattro anni extra), qualora l’azienda entri in una vera e propria fase di “scale-up”. Questo permette alle imprese più performanti di continuare a godere dello status agevolato per un tempo significativamente maggiore.

Sterilizzazione delle perdite e deroghe societarie

Anche nel 2025 le start up innovative (così come le PMI innovative) continuano a beneficiare di un’importante “rete di salvataggio” societaria: la parziale sterilizzazione delle perdite di esercizio. Il legislatore consente di posticipare i termini previsti dal Codice Civile per la riduzione obbligatoria del capitale sociale in caso di perdite, offrendo di fatto un anno in più per recuperare il disavanzo senza dover sciogliere o ricapitalizzare forzatamente l’impresa.

Attenzione all’Holding Period e alle cause di decadenza

Se le agevolazioni per gli investitori sono molto allettanti, i paletti per mantenerle sono rigidi. La legge impone un obbligo di mantenimento dell’investimento per almeno 3 anni. Se entro questo triennio si verifica la cessione delle quote, una riduzione del capitale, la ripartizione di riserve o la perdita dei requisiti qualificanti della start up, scatta la decadenza dall’agevolazione. In questo caso, l’investitore è obbligato a restituire integralmente il risparmio d’imposta di cui ha usufruito. Inoltre, va ricordato che una singola start up non può ricevere conferimenti agevolabili totali superiori a 15 milioni di euro.

Il rebus europeo: la scadenza della detrazione ordinaria al 30%

Mentre la super-detrazione “de minimis” al 65% è il focus principale del 2025, è bene prestare attenzione alla detrazione “ordinaria” del 30% (valida per investimenti fino a 1 milione di euro per i privati e 1,8 milioni per le società). L’efficacia di questa misura è infatti subordinata all’autorizzazione della Commissione Europea, che nei suoi documenti menziona come termine ultimo il 31 dicembre 2025. Pertanto, salvo nuovi interventi o proroghe ufficiali, dal 2026 questa specifica aliquota potrebbe non essere più applicabile.

Istruzioni operative: come dichiarare il nuovo Credito d’Imposta

A livello puramente pratico, la gestione dell’eccedenza della detrazione “de minimis” (che si trasforma in credito d’imposta per gli incapienti) richiederà attenzione in sede di dichiarazione. Le istruzioni operative per il modello REDDITI PF 2026 prevedono già l’indicazione dell’eccedenza in specifiche sezioni: andrà riportata nella colonna 20 del rigo RN32 e nella colonna 57 del rigo RN47, mentre il nuovo rigo RP81 sarà interamente dedicato alla gestione del credito d’imposta residuo.

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